60 ore con Gavito

60 ORE CON GAVITO

Ci sono dei sogni irrealizzabili che non racconteresti mai, ed una categoria di sogni-desideri che per pudore terresti per te. Quello che stò per scrivere appartiene alla seconda: 60 ore di lezioni private impartite dal Maestro GAVITO…(conti fatti, 2 ore al giorno per un mese ) non solo perchè è il Gran Gavito, perchè dalla sua figura traspare la persona perbene,l’eleganza e il garbo, elementi fondamentali per il mio recepire. Con l’immaginazione di un sogno iridescente son li ad apprendere la sequela dei "passi" le impostazioni posturali sulla leggerezza e la respirazione l’esterno del piede sinistro che sfiora lievemente l’esterno del piede destro,l’asse,il trionfo dell’equilibrio,il trasferimento dell’alma all’esterno del corpo, tutto delicatamente come se temesse di rompere un cristallo prezioso. Ed io,con l’euforia che tiene lontano il sonno,esausta sopraffatta da una stanchezza profonda che si è accumulata nel corso delle settimane di lezioni, finalmente soddisfatta di aver svolto con abilità e successo un compito difficile ma infinitamente importane : essere una brava allieva che è opera solo di chi è un bravo,galante e delicato maestro.

 

 

 

 

 

 

 

 

        

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7 commenti

  1. repetita iuvant…

    Tumbergia mia, da sempre siamo in un sogno, realizzabile o meno forse poco importa.
    Ormai la parola “Gavito” indica una qualità precisa, intima, assoluta del tango e di noi stessi nel tango.
    Sì, Gavito è una categoria dell’anima. Per questo si ha la sensazione che sia “vivo”, che appartenga alla parte più viva e intima della nostra anima. E’ così.
    Quando ci connettiamo con quella parte non ci si può sbagliare, la riconosciamo subito.
    Sai cara Tumbi, non tutti amano Gavito, alcuni credono che sia un falso mito per fanatici.
    In effetti incontrare Gavito, persino ora che apparentemente fisicamente non si aggira tra noi (ma anche questa è solo una sensazione di chi non sa vedere), è un’esperienza che turba e che dona. Io, dopo un suo Stage (il mio primo, il suo ultimo) gli scrissi una lettera di ringraziamento che lui non ricevette mai (ma forse anche questa è solo una sensazione errata)
    La copioicollo qui senza rileggerla (non la rileggo da allora) perchè mi fa ancora un pò male.
    Però te la regalo, Tumbergita, perchè tu sappia che chi ti dona un sogno realizzabile o no, ti fa comunque un gran dono. Gavito ci ha dato più di sogno, ci ha dato un esempio, alto e possibile, lo ha incarnato, lo ha condiviso, ci ha piantato nell’anima il seme della convinzione (semplice ma non facile) che il tango è prima di tutto un linguaggio dell’anima.

    “Gavito, anima bella, maestro caro, grazie per tutti quei semini d’intelligenza e di verità che vai seminando generosamente, pazientemente, onestamente.
    Grazie per la tua idea alta di tango, per il tuo insegnamento autentico, vero, tenace.
    Grazie per il tuo esempio di uomo e di tanguero
    Sei un maestro generoso e raro, un vero maestro perchè il tuo insegnamento lascia risposte anche per le domande che verranno, quelle che non ti abbiamo fatto, ma che sai che ci faremo.
    Incontrarti è una grazia emozionante, in un mondo di venditori di tango, venditori di passi, tu parli all’anima, fai del tango un dono e ricordi a tutti che per essere un buon ballerino di tango, devi essere una buona persona. I passi vengono sempre dopo, solo come conseguenza… i passi in sè non importano; non sono essenziali, è essenziale essere presenti nel tango come nella vita desti con energia, veri, onesti coraggiosi. Il tuo tango “platonico” (metafisico) richiede onestà, una verità che non ammette esitazioni
    Maestro mio, pochi sono all’altezza di questo insegnamento di verità essenziale, molti si rifugiano per paura nella recita dei ruoli, due diversi; perchè essere un unica sola cosa, il tango, es muy dificil por l’anima. La raffinatezza poi, te lo dissi, non si insegna è una qualità
    dell’anima come la gentilezza.
    Vederti ballare, sapere che esisti, che esiste il tuo tango, mi riempie di gratitudine e mi consola di tanto tango inutile brutto fasullo frustrante che l’anima deve consumare per trovare il tango buono, il tuo. Un’etica tanguera che è un’etica, una “conducta” (come diresti tu) piena di amorevole rispetto per il tango, di rigore, serietà intelligenza, cultura, , non finisce mai di stupire.
    Insomma il prodigio Gavito è l’idea platonica del tango sceso il terra a miracol mostrare, tanto che quando avviene pensi che possa accadere di tutto anche che Gavito sia il primo Uomo a tangare sulla luna, o magari il primo tanguero a ballare con la signora Luna, come fanno i utti i poeti.
    Perdona tutte queste parole, non ho altro per salutarti e ringraziati.
    A te dunque Gavito mio,
    questo mio piccolo racconto, accettalo come uno dei tanti tantissimi semini che vai piantando in giro per il mondo; ecco un germoglio che ti appartiene e ti sorride pieno di gratitudine.
    Te lo detto già Catania che nella vita non esistono gli adios ma solo gli arrivederci, e infatti ti ho rincontrato a Roma; te l’ho detto anche a Roma mentre mi offrivi una caramellina al limone alla fine dell’ultimo stage dicendomi “chissà dove ci rincontreremo la prossima volta magari sulla luna” … Possibile. Se tu ballassi sulla luna (e con la luna) io verrei a vederti ballare, Dunque te lo ripeto anche qui e ora, nel luogo di questa mail, arrivederci a presto, magari sulla luna… Arrivederci sempre.”

    Ecco Tubergia. Gavito ci ha lasciato molto più del sogno irrealizzabile di 60 ore di lezione con lui.
    🙂

  2. Una (video)lezione di Gavito … por ti, mi querida.

    ckicca qui

    oppure copincolla questo:

  3. aspetta, ma hai scritto una poesia o cosa?…è ben scritta, ma non ho capisco granchè

  4. O.T. (= Off Topic = fuori tema)

    a che punto sei con le ‘mpracchie?
    😀

  5. Non conoscevo il maestro Gavito…per fortuna tu hai colmato questo vuoto…quasi…perchè sapere adesso che sta ballando con in un luogo a me ,per ora,inaccessibile mi tormenta ancor di più di non averlo conosciuto di persona ,di non aver potuto vivere la sua arte:ballare con lui come lui avrebbe voluto e farmi trascinare dal vortive della passione per il tango!

  6. Secondo me Gavito vi legava a sè con un fascicollo andaluso ricamato a mano con tante stelline e due nuvoletta: su questa c’eri tu e su quell’altra nuvoletta……..

    Ma se aveva 47 di scarpe!
    Anzicchè le escamiciados aveva degli stivaloni tipo cawboy scalatore di Montagne Rocciose!
    Aveva un paio di baffetti tipo Salvator Dalì! Sì! Dallì allà, tanto erano lunghi!
    E non ve ne siete mai accorte? Accidenti, Accipicchia, Acciughe!
    jollytre

  7. un saluto


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