Maestri di Tango

           

Aldo e Concetta- Maestri di Tango Argentino

L’abbraccio tanguero […] non è lascivo, ma prima di tutto consolatorio, Perché il tango è qualcosa di strano, che tiene ben distanti i piedi, ma unisce i cuori. E i tangueros se ne stanno così, un po’ a campana, come due biciclette appoggiate l’una all’altra, che si tengono su a vicenda. E si muovono insieme, eppure ognuno per conto suo, in una specie di miracolo di equilibrio, con l’uomo che avanza e la donna che arretra, tenendo curiosamente sempre ben lontane e fuori da ogni possibile contatto quelle parti che un tempo venivano considerate la sede d’elezione di ogni possibile onore. Anzi, talvolta l’impressione è che l’uomo faccia di tutto per raggiungere la donna, ma quella proprio sul più bello sgusci via, allontanandosi di quel tanto che basta per non compromettersi, ma restando nel contempo abbastanza vicina per non fargli perdere il desiderio… Talaltra invece appare che le proposte vengano accettate, che si stabilisca infine una relazione, con i suoi momenti intensi e con quelli burrascosi, con quelli sentimentali e con quelli passionali. Tutto ciò mentre i due continuano nello stesso tempo a sorreggersi, ad aiutarsi e a sostenersi reciprocamente. Come di solito accade nella vita reale, di cui il tango è, lo si desideri o no, una versione condensata in tre minuti.”

Pier Aldo Vignazia, da " Il tango è una storia d’amore… e non una rosa in bocca",
ed. Sigillo, Lecce, 2005.

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