Quattro smazzate in casa… 1 maggio

     

Da mettere sul tavolo accanto al compagno.

LA LEGGE DI MURPHY
applicata al Bridge
 
Se un impasse può non riuscire, lo farà.

1° COROLLARIO: Le uniche impasse destinate al successo sono quelle inutili.

2° COROLLARIO: Se una sola distribuzione può farvi affossare il contratto, di sicuro troverete le carte messe in quella maniera.

3° COROLLARIO: Gli avversari sbagliano a giocare solo quando ciò è ininfluente.

4° COROLLARIO: Ogni vostra benché minima imperfezione di gioco avrà conseguenze catastrofiche.

5° COROLLARIO: Quando finalmente avrete trovato un compagno affidabile, egli verrà subito trasferito in altra città.

6° COROLLARIO: Un 3 cade sempre coperto, un Asso sempre scoperto.

LA PRIMA LEGGE DEL BRIDGE: È sempre colpa del partner.

LA SECONDA LEGGE DEL BRIDGE: Se lasciate rigiocare una carta all’avversario che si era sbagliato, riuscirà a battere un contratto sicuro al 99,99% o a mantenere uno SLAM allo 0,01%.

LA TERZA LEGGE DEL BRIDGE: L’unica mano interessante di una serata sarà annullata perché preparata dalla coppia che ha riposato per prima.

L’ASSIOMA DI STAYMAN: Se chiamate 3 S.A., l’unico contratto possibile era 4 cuori; se chiamate 4 cuori si faranno solo 3 S.A.

1° COROLLARIO: L’interrogativa STAYMAN servirà sempre ai difensori per individuare l’attacco vincente.

L’ASSIOMA DI MESSIEUR DE LA PALLICE: La Dama sta sempre sopra il Fante tranne quando sta sotto.
 

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Tango Argentino

              

Borges si rifiuta di accettare la trasformazione poetica che determina la grande evoluzione del tango: la sua vocazione lirica.
Quando a partire dagli anni 20, i testi di tango smettono di ritrarre episodi goliardici o ingenui ed eventualmente ironizzarli, per preoccuparsi di sentimenti e trasformare la donna in musa ispiratrice, Borges smette di apprezzare il tango come espressione popolare. I tanghi diventano sintetiche storie liriche che raccontano di uomini capaci anche di confessare la tristezza e scoprono il loro tema principale per il futuro: l’amore.
Borges si ferma invece in quella Bueno Aires di fine secolo, in quell’antico quartiere di Palermo, che riaffiora costantemente dalla sua opera fino ad Atlas,ultima raccolta poetica, dove torna ad ammettere:
possono essere immagini della cordigliera, paludi con ponti, scale a chiocciola che sprofondano in sotterranei, dune di cui devono contare i granelli di sabbia, ma ognuna di queste cose è un punto preciso del quartiere di Palermo o del Sud.

Dal libro di Monica Fumagalli "jorge luis borges e il Tango"

Familiarità

Si apre il cancello del giardino
con la docilità della pagina
che una frequente devozione interroga
e, dentro, gli sguardi
non hanno bisogno di fare caso agli oggetti
che sono già precisamente nella memoria.
Conosco le abitudini e gli animi
e quel dialetto di allusioni
che ogni raggruppamento umano ordisce.
Non ho bisogno di parlare
né di mentire privilegi;
bene mi conoscono coloro che qui mi circondano,
bene sanno le mie angosce e la mia debolezza.
Questo è raggiungere ciò che è più alto,
ciò che forse ci darà il Cielo:
non ammirazione né vittorie
ma semplicemente essere ammessi
come parte di una Realtà innegabile,
come le pietre e gli alberi.

           Jorge Luis Borges

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Fascino e Talento…

     

             

Ava Gardner

A diciotto anni, durante un viaggio a New York, il cognato, Larry Tarr, fotografo, le scatta una serie di fotografie e poi le espone nella vetrina del suo negozio.
Un agente della MGM le vede e subito si mette alla ricerca di quella splendita bellezza bruna.
Nel 1941 firma un contratto con la famosa casa di produzione, rimanendovi legata fino al 1958.
Comincia così un lungo tirocinio, lavorando come comparsa in numerosi film, facendosi subito notare per la sua straordianaria, altera bellezza, per lo sguardo intenso, l’incedere sicuro, il profilo perfetto, la fossetta sul mento, che contribuisce a rendere ancora più incantevole l’incarnato del volto.

         

                             

Clark Gable

Clark Gable nasce 1 Febbraio 1901
Cadiz, Ohio, USA.
Studia recitazione di nascosto, e a vent’anni fugge di casa e si unisce ad una compagnia di attori itineranti, incominciando ad esibirsi negli spettacoli che questi tenevano nelle piazze delle città.
Per mantenersi si adatta a fare vari mestieri, anche umili e faticosi.
Fondamentale per la sua carriera, ma anche per la sua vita privata è l’incontro con l’attrice e regista Josephine Dillon, che gli affida una parte nello spettacolo che stava allestendo, convinta dalle potenzialità del giovane Clark e dal suo autentico talento d’attore.
Poi la donna, che aveva quattordici anni più di lui, lo convince a seguirla a Hollywood, dove, il 13 dicembre 1924, i due si sposano. Dotato di una grande presenza scenica, di fascino e di un forte carisma: doti eccezionali che ne avrebbero fatto una star della cinematografia mondiale, inutilmente emulata da molti colleghi.  I film da lui interpretati durante la sua brillante carriera furono sempre in testa nei botteghini.Seppe conquistare il cuore degli americani (ma non solo) che ancora oggi lo ricordano come il "Re di Holliwood".

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Glossario del tango

              

 immagine: Monza lezioni private di Tango Argentino

Parte seconda

Piccolo Glossario del Tango
(a cura di Carlo Paolantoni)
Guida orientativa nella terminologia del tango argentino

Glossario dei Termini utilizzati nel Tango Argentino

Pratica (practica): è uno spazio messo a disposizione da maestri o milonghe al di fuori dei normali orari di ballo o di studio, durante il quale gli allievi possono praticare liberamente i propri passi senza le costrizioni delle regole di milonga e senza dover seguire la linea didattica di una lezione. Le pratiche posso essere “libere” quando il maestro è presente in sala ma non interviene mai se non interpellato da un allievo, oppure “guidate” quando il maestro oltre a mettersi a disposizione, come nella pratica libera, suggerisce una serie di passi, che gli allievi non sono obbligati a seguire.
 
 
Ronda: è la direzione di ballo, il movimento dato da tutte le coppie che si muovono sulla pista. Nel tango si segue una direzione antioraria, occupando la parte esterna della pista o, se questa è completamente piena, quella adiacente guardando verso il centro, come se fossero le corsie di una pista di atletica.
 
 
Stile Villa Urquiza: uno stile di tango salon, caratterizzato dalla morbidezza e dall’eleganza dei movimenti. Prende il nome dal quartiere di Buenos Aires dove è nato.
 
 
Tanda: serie di brani omogenea per autore o stile, di tango, milonga, vals o alternativa. Di solito il numero di brani che compongono una tanda è costante durante la stessa serata (3 o 4 brani), ma può variare tra diverse serate, diverse milonghe e diversi musicalizadores.
 
 
Tango Canción: è il tango cantato, diventato popolarissimo grazie a Carlos Gardel che lo diffuse nel mondo grazie ai suoi viaggi ed alle pellicole cinematografiche.
 
 
Tango Canyengue: E’ il tango delle origini, un modo di ballare molto informale, con movimenti molto marcati, interrotti e sincopati. I movimenti sono in 2/4.
 
 
Tango Queer: Movimento culturale gay (ma non solo) nato nelle milonghe di Buenos Aires, e nel quale si viene a modificare lo stereotipo “uomo che conduce” e “donna che segue” in modo che ognuno possa ridisegnare il proprio ruolo all’interno della coppia. Nel tango queer la donna può condurre l’uomo, due uomini o due donne possono ballare tra loro e scambiarsi i ruoli. La milonga di Buenos Aires dove si ritrovano gli appassionati del queer è la Marshall.
 
 
 Tango Milonghero: chiamato anche “apilado”, è lo stile praticato nelle affollate milonghe di Buenos Aires dove, per mancanza di spazio, non si possono eseguire passi complicati o che darebbero fastidio alle altre coppie; negli ultimi anni si è imposto come stile a se stante, la cui didattica tralascia gli aspetti più appariscenti o dinamici del tango classico. Chi balla questo stile è detto "milonghero", da non confondere però con i "Milongueros" che sono i frequentatori in generale della Milonga.
 
 
 Tango Nuevo (musica): corrente nata con Astor Piazzola che accosta le regole classiche del tango a sonorità contemporanee, con l’utilizzo di tutta la strumentazione orchestrale fino ad arrivare ai sintetizzatori elettronici.
 
 
Tango Nuevo (ballo): chiamato più correttamente “tango destrutturato”, è uno stile che riconduce i movimenti del tango alle sue componenti essenziali, arrivando a studiarne le singole dinamiche tralasciando le sequenze e coreografie in modo da stimolare la creatività del ballo e la totale improvvisazione; Immagini caratteristiche del tango destrutturato sono i movimenti estremamente sciolti e morbidi ed i fuori asse.
 
 
Tango Salon: stile classico del tango argentino, strutturato generalmente su sequenze che partono dalla base di otto passi (salida basica) sulla quale si agganciano tutte le diverse possibilità, i suoi movimenti sono comunque la base di tutti gli stili, del quale rappresentano un cambiamento.
 
 
Vals: Chiamato anche Vals Criollo è un ritmo di 3/4 derivato dal valzer, con musicalità del tango argentino. Si balla generalmente con meno figure rispetto al tango vero e proprio e in maniera più fluida. 
 
 
(Qui prima parte)
 

Ringrazio Carlo Paoloantoni

I tre nuovi brani di sottofondo li dedico alla mia amica fioredautunno, li ho cambiati momentaneamente . Tornerò allo stile originale.

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Il gioco delle nomine

cari amici benvenuti al…

Gioco delle Nomine

prima di tutto le regole…

1. indicare chi è "l’amico traditore" che ti ha coinvolto in tale impresa

2. citare 6 cose che ti piace fare;

3. coinvolgere altre 6 persone;

4. comunicare loro l’onore di essere state scelte;

iniziamo…

la mia amica traditrice… è la strega  Nanun.

Qui i 6 amici da me nominati:

Tamango
Gardeniador
Stellasulreno
Milonguero
Favorita
Attoreinstabile

Qui 6 delle cose che adoro fare:

                

Tango Argentino _ Il cuore che balla con il corpo nella danza dell’anima
( frase di tumbergia)

       

Teatro _ L’emozione che senti respirare…  viva come il pubblico. (tumbergia)

Viva il teatro, dove tutto è finto e niente è falso. (Gigi Proietti)

                     

                              

Bridge _ Uno sport che aiuta a mantenersi attivi e ad essere più maturi e riflessivi. Favorisce le capacità di organizzazione mentale, aumenta le capacità di attenzione. E’ un ricostituente per il cervello –  rallenta, cmq. l’invecchiamento. FIB.

               

Dipingere_ Scarabocchiare su tela con i colori ad olio mi trasferisce in una dimensione diversa… mi rilassa.

          

Mare _ Adoro tutte le attività collegate al mare, da buona isolana mi vien difficile pensare di vivere senza esserne circondata.

                  

Pollice verde _ Il mio fiore d’angelo in piena fioritura. creatura curata da me come tante altre.

 

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Il cinema muto

                

Elena Seracini Vitiello, in arte Francesca Bertini, fu la grande diva dell’Italia giolittiana e dannunziana, protagonista assoluta del cinema muto italiano tra il 1910 e il 1920 e prima star del cinema internazionale.
Nacque a Firenze nel 1892 da una modesta attrice toscana, ma fu adottata da un trovarobe napoletano e si trasferì a Napoli, dove iniziò prestissimo a recitare, debuttando nella compagnia dialettale di Eduardo Scarpetta che le trovò lo pseudonimo di Francesca Bertini.

               

               

Rodolfo Valentino ha rivoluzionato la storia del cinema. Il suo fascino, il suo carisma e il suo sguardo magnetico fecero di lui il primo vero grande divo di Hollywood; un’icona destinata a entrare nella memoria collettiva. Nel giro di pochi anni conquistò una notorietà straordinaria, grazie soprattutto al pubblico femminile che lo adorava. Valentino lasciò un’impronta indelebile nella cultura popolare degli anni ‘20 del secolo scorso, dando vita a mode e fenomeni di costume.Nel film "I quattro cavalieri piuttosto melodrammatica e teatrale del tango, ma il più grande impulso alla sua diffusione venne da Carlos Gardel. Una carriera folgorante, ma molto breve: morì a soli 31 anni. 

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Lipartango

 

         

                 (clicca sulla  foto per ingrandire)

“Una Milonga Sul Mare”
nella suggestiva cornice dell’Hotel “Carasco”
affacciato sulla baia di Marina Corta
Stage di Tango Argentino
 Lipari 16-19 Maggio 2008

con i maestri argentini
Soledad Chaves y Lucas Di Giorgio
e con la partecipazione di
Fausto Carpino e Veronica Toumanova

Euro 270,00

Soledad Chaves y Lucas Di Giorgio  nell’esibizione di una milonga. (La danza milonga è la zia allegra del tango)

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La storia di sempre

Gazzetta del Sud – domenica 6 Aprile 2008 Arte Cultura Spettacolo in Sicilia

Vi presento la Compagnia del teatroinstabile (teatroinstabile.splinder.com). Compagnia Teatrale della quale faccio parte.  Dedico questo post alla nostra Autrice-attrice prima donna, Daniela Galletta, e a Sergio Loteta (suo marito nella vita e nella "Storia di sempre"), attore di grande talento. Incrociando le dita, abbraccio tutta la compagnia. Tumbergia

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ER BRIDGE

Poesia in vernacolo. Frasi di uso comune nel gioco del Bridge che lasciano spazio ad equivoci e all’ironia. Poesia dedicata  all’amico Mauro Antonetti(mauropiadi.splinder.com), romano de Roma che come me adora e gioca a Bridge.

ER BRIDGE 

Er sor conte, ner fare l’assunzione
der nòvo maggiordomo, disse: "Esiggo
morta puntualità e discrezzione,
e sopra ‘ste dù cose nun transigo!

    Oggi, p’er brigge ciò delle invitate
    per cui alle cinque er thè voi servirete,
    alle cinque precise e, ricordate,
    discreto soprattutto voi sarete."

Ar contrario de tutte st’istruzzioni
er maggiordomo servì er thè alle sette!
Nun ve dico er rompimento de minchioni
der conte che l’avrebbe fatto a fette.

    Ma appena tutti quanni se n’annorno
    der ritardo cercò la spiegazzione.
    Er maggiordomo con faccia de corno
    disse: "L’ho fatto pe la discrezzione:

so’ venuto alle cinque, e dicevate,
rivorto alla marchesa de Belluno:
"’Na mano sotto nun ve la leva nessuno."
Che restavo a vedè che facevate?

    Tornai mezz’ora dopo, pe’ riprova,
    ma stavorta era proprio la marchesa
    che diceva: "Che palo lungo se ritrova!
    Così lungo è facile l’impresa"

E voi de rimanno risponnete:
"Beh, nun me lagno e certo nun è male,
ma l’apertura vostra che c’avete
è morto bella e servirà in finale".

    A sentì  ‘sto parlà, ognuno vede,
    che pe’ la discrezzione me n’agnede.
    Tornai pure alle sei, e, servognuno,
    dicevate alla marchesa de Belluno:

"Marchesa, ne abbian fatte solo quattro,
solo quattro senza arcuno sforzo,
n’antre quattro ce vonno de rinforzo
se noi volemo mantené ‘r contratto!"

      Penzai, senza bisogno d’arriflette,
    che se pe’ quattro c’è vorzuta un’ora
    pe’ n’antre quattro ce ne vòle ancora
    una, perciò venni alle sette.

Discreto e puntuale, voi vedete,
ch’io sarei quello che volete.
Se dovessi da fà quer che voi fate
su ‘sto punto, sor conte, ve sbajate,

    soprattutto che mentre annavo giù
    v’ho inteso dì: "E’ proprio ‘na disdetta,
    se nun ciavessi avuta tanta fretta
    n’avrei potuta fare n’antra in più".

A me ‘ste cose me pareno prodezze,
e m’arillegro si potete falle,
però che v’ho da dì, certe bassezze
sarebbe mejo de nun divurgalle!

    Ho inteso dì, sor conte ner salotto,
    da uno ad arta voce con fracasso:
    "So’ proprio io che v’ho messo sotto
    coprenno vostra donna cor mio Asso!"

Ho inteso pure n’a conversazzione
tra due per la loro preferenza:
ognuno n’accettava discussione,
un’era per l’Hattù, l’artro per Senza.

    E poi quello che dice a ‘na signora:
    "Me mancava ‘na mano e pe schizzà
    io de certo non ciò messo un’ora
    e con un fiore ve l’ho messo in man!"

Insomma, signor conte, sarà fino
parlà così a casa de ‘n signore,
forze me sbajerò, sarò in erore,
se parlava così dentro ar casino!

    Per cui ve lo dico con franchezza, 
    io fra otto giorni me ne vado:   
    ve prego de ‘n pijallo pe’ stranezza 
    s’alla morale io troppo ci abbado!"
 
Der Brigge amichi, io ve raccomanno
de stare attenti ‘n pò come parlate,
quanno che a brigge tra de voi giocate,
sennò li servitori se ne vanno!

Autore ?? sicuramente un giocatore di Bridge.

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Il Tango

      

Il tango

Dove saranno? Chiede la elegia
di chi non è più, come se fosse
uno spazio in cui lo Ieri potesse
esser l’Oggi, l’Anche e il Tuttavia.
Dove sarà (ripeto) la masnada
che fondò, in polverose strade
sterrate o in sperdute contrade,
la setta del coltello e del coraggio?
Dove saranno quelli che passarono
lasciando all’epica un episodio,
un mito al tempo, e che senza odio,
lucro o passione d’amore si accoltellarono?
Li cerco nella leggenda, nell’ultima
brace che, come una incerta rosa,
custodisce qualcosa di quella plebe valorosa
dei Corrales e di Balvanera.
Quali oscuri vicoli o quale ermo
dell’altro mondo abiterà la dura
ombra di quella che era una ombra oscura,
Muraña, quel coltello di Palermo?
E quel terribile Iberra (di cui i santi
si impietosiscono) che in un ponte della via
uccise suo fratello il Ñato, che dovea
più morti di lui, e così uguagliò i tanti?
Una mitologia di pugnali
lentamente si annulla dimenticata;
una canzone di gesta s’e’ perduta
in sordide notizie criminali.
C’e’ altra brace, altra incandescente rosa
nella cenere che li serba interi;
là stanno in superbi accoltellatori
e il peso della spada silenziosa.
Benché la spada ostile o quell’altra spada,
il tempo, li persero nel fango,
oggi, più in là del tempo e della sciagurata
morte, quei morti vivono nel tango.
Nella musica dimorano, nell’arpeggio
dell’indomabile chitarra laboriosa
che intreccia nella milonga gioiosa
la festa e l’innocenza e del coraggio.
Gira nel vuoto la gialla ruota
di cavalli e leoni, e odo l’eco
di quei tanghi di Arolas e di Greco
che ho visto ballare sulla strada,
in un istante che oggi emerge isolato,
senza ne’ prima ne’ dopo, mai dimenticato,
e che ha il sapore del perduto,
del perduto e del recuperato.
Negli accordi ci sono antiche cose:
l’altro cortile e la nascosta orditura.
(Dietro le pareti sospettose
il Sud custodisce un pugnale e una chitarra.)
Quella raffica, il tango, quella diavoleria,
gli anni affannati sfida;
fatto di polvere e tempo, l’uomo dura
meno della leggera melodia,
che solo e’ tempo. Il tango crea un buio
passato irreale che in qualche modo e’ certo,
un ricordo che non può esser distrutto
lottando, in un cantone del suburbio.

             Jorge Luis Borges

 

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