I coniugi e il Bridge

                

ER BRIDGE CO’ MI’ MOJE

Quanno che gioco a Bridge co’ mi’ moje,
pe’ bene che và, je pijano le …doje.
Io cerco de gioca’ mejo che posso,
ma Lei me fissa e poi me zompa addosso!

        Si pe’ caso sbajo la dichiarizione,
        se fà pija’ dalla disperazione …
        e diventa ‘na berva inveperita
        perché nun ciò azzeccato co la licita.

Quanno giocamo… , er più delle vorte,
noi licitamo er Fiori forte
ma se quarcosa va pe’ storto,
avevo da licita’ er palo corto!!

        "Perché su’n Quadri nun hai detto Un Senza??…"
        "Tesoro mio, ma pell’accordo
        c’avemo preso in precedenza
        de dacce er negativo cor gradino…"

"Lo vedi che sei er solito cretino …
Si tu su’n Quadri m’arisponni Un Cuori,
come faccio a capì si c’hai le Fiori???"

      "T’ho detto Un Picche e tu me sei passato …"
      "Ma ciavevo du’ punti… ed ero pure abbilanciato…"
    "Ma co’ le carte mia, e co’ li maggiori,
    potevamio gioca’ mejo Du’ Cuori!!"

"’Sta mano qui, tanto pe’ di’, ciavevo sette Onori,
e su’n Picche mio avevi da di’ Du’ Cuori!"
"Ma ce n’avevo due sortanto , Amore mio,…"

    "Embè …, avevi da capi’ subbito ….
    ch’era ‘na psichica,
    e che le Cuori ce l’avevo in mano io
    e no …. quer fregnone de tu’ zio."

L’uscita è quella che me dà più pene ….
nun ce n’è una che je vada bene…
Se lagna si nun esco sotto Re….
perché Lei ciaveva solo l’Asso e un tre!

    Se lagna si nun esco de cartina…
    perché col Re al morto,
    Lei in mano cià l’Asso
    … e puro la Regina!!

Scote la testa ….e dice che come sempre sbajo
se nell’uscita nun ‘jazzecco un tajo!!
Se l’avversario fà ‘na presa in più….
la corpa è mia…. avevo da usci’ in atù!!

      S’invece la mannamo due de sotto … chi ha sbajato??
      So’ sempre io… perché nun l’ho Contrato!
      Quanno gioch’io, cià sempre da ridi’…
      anco se poi er contratto è quello li!

"Si battevi in testa coll’atù…
potevi puro fa’ ‘na presa in più."
"Si la lunga de Quadri allibberavi …
‘na presa in meno all’avversario davi!"

      S’invece gioca Lei e va ‘na sotto …
      c’è rischi che succeda er quarant’otto …
      o er contratto c’ho chiuso io era sbajato,
      oppure nell’artri tavoli hanno regalato!

P’evita’ d’usci’ fora de mente,
ce vorrebbe un sistema più efficiente …
ma l’unico sistema senza fallo …
è quello della sfera de Cristallo.

Autore? certamente un giocatore!

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Tango Acrostico

   

                  (clicca sull’immagine per ingrandire)

Sono lieta di pubblicare l’Acrostico TANGO dell’amico…

Edo e le storie appese

Trionfo dell’erotismo
Anelito di narcisismo
Nobile d’entusiasmo
Groviglio d’orgasmo
Osmosi nel cosmo

        Edo e le storie appese

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El Sur

         

El sur

Desde uno de tus patios haber mirado
las antiguas estrellas,
desde el banco de sombra haber mirado
esas luces dispersas
que mi ignorancia no ha aprendido a nombrar
ni a ordenar en costelaciones,
haber sentido el circulo del agua
en el secreto aljibe,
el olor de jazmin y la madreselva,
el silencio del pàjaro dormido,
el arco del zaguàn, la humedad
-esas cosas, acaso, son el poema.

IL SUD

 Da uno dei tuoi cortili aver guardato le antiche stelle,
dalla panchina dell’ombra aver guardato quelle
luci disperse che la mia ignoranza non ha imparato
a nominare né a ordinare in costellazioni, aver sentito il
cerchio dell’acqua nella segreta cisterna,
l’odore del gelsomino e della madreselva,
il silenzio dell’uccello addormentato,
l’arco dell’androne, l’umidità
-queste cose, forse, sono la poesia.

Jorge Luis Borges
         

(Traduzione di Livio Bacchi Wilcock, edizioni Bur, 1999)

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Divi del cinema muto

           

          

Lil Dagover (1887-1980)
Divenne immediatamente famosa nella parte di Jane, la figurina diafana, avvolta in un lungo camicione bianco, che viene rapita da Cesare, lo spettrale automa del diabolico dottor Caligari e trascinata per gli sghembi e allucinati sentieri disegnati su enormi cartoni. Il gabinetto del dottor Caligari è un film diretto dal regista Robert Wiene. Sicuramente è il primo film horror della storia ma, soprattutto, il primo film dove l’idea che il terrore psicologico sia terrificante tanto quanto quello fisico (e delle volte lo è anche di più), si fa strada nel mondo del cinema. Massima espressione del cinema espressionista e grande capolavoro del cinema muto.

          

            

Charlie Chaplin (1889-1977)

Chaplin mosse i primi passi nel mondo dello spettacolo a soli cinque anni, cantando una canzone poplare molto nota all’epoca, e a otto anni, grazia al padre, Charles Chaplin Senior, entrò a far parte del corpo di ballo, l’Eight Lancashire Lads. Dopo una tournée in Europa, Charlie torna in America e viene notato dal produttore Mack Sennett, che, nel novembre 1913, lo mette sotto contratto per la casa cinematografica Keystone. Inizia così la sua brillante carriera nell’era del cinema muto. Nel 1918 Charlot decise di mettersi in proprio e passò alla First National, con cui fece dieci film (fino al 1923). Fu proprio la First National – grazie anche all´interessamento del fratello Sidney, ormai suo procuratore – a corrispondergli il favoloso ingaggio di un milione di dollari, cachet mai guadagnato prima da un attore.Nel 1919 Charlie Chaplin insieme ad alcuni colleghi (fra cui Mary Pickford, Douglas Fairbanks e David Wark Griffith) fondò la United Artists Corporation. Da allora in poi curerà da solo ogni fase della sua produzione cinematografica, attorniato da un gruppo di fedelissimi quanto preziosi e competenti collaboratori.

pag. Web

                        

 

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La cara 500, anni 50.

           

Si conclude con la Nuova 500 anche la rinascita della Fiat e della sua gamma prodotti, dopo le devastazioni della II Guerra Mondiale. Racconta Dante Giacosa, il “papà” della Nuova 500 così come della precedente 500 Topolino oltre che di tantissimi altri modelli, nel libro “Progetti alla Fiat prima del computer” che con l’uscita della 500, il cui lancio avviene il 4 luglio del 1957, la Fiat “vedeva realizzato il programma di rinnovo dei modelli principali in sostituzione di quelli nati prima della Seconda Guerra Mondiale”. Ad intervalli di due anni erano stati lanciati sul mercato internazionale i tipi 1400, 1900, 1100 – 103, 600, Nuova 500 e i loro derivati. Nel giro di 10 anni alla Fiat erano stati concepiti e messi in produzione quattro modelli.

da pag. internet.

       

La cara 500.
Chi, avendo più di quarant’anni, non la ricorda con immenso affetto ? dal cambio-ostacolo dei primi approcci amorosi, il cofano che si apriva tirando un cavo, le levette dell’accensione messe dietro il freno a mano, con il rumore inconfondibile del suo motore a due cilindri, con il raffreddamento ad aria, con il riscaldamento  che buttava nell’abitacolo odori di olio e benzina. E’ stata amata da uomini e donne, rimanendo  per sempre nel cuore degli italiani.

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Tango e milonghe

     

Venerdì di milonga presso Tango club Messina – Ass.Tangoquerido.com

      

Sabato, Milonga magica nella deliziosa Chiesa sconsacrata di Alì. Complimenti agli amici organizzatori. Sono state delle serate Speciali, ancora una volta  il cuore ha ballato con il corpo la danza chiamata Tango.

                                                

Sono lieta di pubblicare la poesia dell’amico Pietro Atzeni nella categoria poetango:

Tango

Sei la struggente nostalgia

l’inespresso che si fa movimento

la forza che si fa grazia

lo slancio più puro che si libera

il cuore che arde

il riscatto

la passione travolgente

quella nascosta mai confessata

il brivido

vigore e debolezza

dolcezza e rudezza

Sei la vita vissuta

e quella desiderata

sei il ballo del corpo e dell’anima

che tutto comprende

e il suo contrario

l’ultimo ballo

per me

pollicino ritrova la via

di casa sulle note della tua musica

                         Pietro Atzeni

        

Milonga all’interno della chiesa sconsacrata

 

 

 

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Tango

          

(l’immagine non è mia)

Da oggi una nuova categoria: "Poetango", dedicata a tutti gli amici che hanno scritto splendide poesie sul Tango Argentino. Apro la cat. con "Tango" scritta dalla simpatica amica Tamango

TANGO

Occhi chiusi, la mia tempia sulla tua.
Rughe di vita trasmigrano vibrazioni e
sento lacrime di pelle sulla nostra anima
in cerca di solchi su cui scorrere.
Trascini il mio abbandono fino al sogno
di un bandonèon e dentro ai tuoi grandi occhi
vespro rosso e  labbra di seta!
La mano al  fianco caldo mi porta a te,
deciso e dolce ,come desiderio da esaudire:
morbidi e voluttuosi movimenti,
cadenze ritmate di una milonga
in una notte d’estate con te,
compagno sconosciuto che ami
ciò che amo.
Adesso è Tango  quel cuore
pazzo e incosciente che danza l’amore
tra cielo e stelle,
tra mare e rena .
Dimentico il mondo e amo
mentre evapora l’ultima goccia di me!

             TAMANGO