La festa dei morti

      

            

Commemorazione dei defunti, festa dei morti in Sicilia.

La "festa dei morti" in Sicilia è una ricorrenza molto sentita, risalente al X secolo, che viene celebrata il 2 novembre proprio per commemorare i defunti.
Si narra che anticamente, nella notte tra l’1 ed il 2 novembre, i defunti visitassero i cari ancora in vita portando ai bambini dei doni. A Messina, ancora oggi come nei ricordi miei di bimba,
esiste l’usanza di regalare oltre ai giocattoli, scarpe nuove talvolta piene di dolcetti, biscotti chiamati ossa di morto , dolci di frutta di martorana, cestini di frutta secca, e collane di nocciole.
Per rispettare la tradizione si accendono dei lumini di cera e si posizionano davanti alle foto dei cari defunti. Teneramente ricordo che attendevo sveglia per ore la visita dei defunti finchè il sonno non prendeva il sopravvento; il giorno dopo infatti la gioia dei doni era mista all’amarezza di non aver potuto vedere i miei due cari nonni mai conosciuti…

         

         Dolci tipici siciliani di pasta Marzapane

          

          Collane di nocciole

              

        Ossi di morto, dolci tipici siciliani

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IL PALAZZO

    

    Lo splendido acquerello è di Titti grazie, cara!

IL PALAZZO
 
II Palazzo non è infinito.
I muri, i terrapieni, i giardini, i labirinti, le scalinate, i bal-
coni, le balaustre, le porte, le gallerie, i cortili circolari o ret-
tangolari, i chiostri, gli incroci, i pozzi, le anticamere, le ca-
mere, le alcove, le biblioteche, le soffitte, le prigioni, le cel-
le senza uscita e gli ipogei non sono meno numerosi dei
granelli di sabbia del Gange, ma il loro numero è finito. Dai
tetti a terrazza, verso occidente, c’è chi riesce a vedere le fu-
cine, le falegnamerie, le scuderie, gli arsenali e le capanne
degli schiavi.
A nessuno è dato percorrere se non una parte infinitesi-
male del palazzo. Qualcuno conosce solo le cantine. Possia-
mo percepire alcuni volti, alcune voci, alcune parole,
ma ciò che percepiamo è infimo. Infimo e meraviglioso insie-
me. La data che l’acciaio incide nella lapide e che i libri par-
rocchiali registrano è posteriore alla nostra morte;
siamo già morti quando non ci tocca più nulla, né una parola,
né un desiderio, né un ricordo. Io so che non sono morto.
 

Jorge luis Borges

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Tangoquerido

        

        Angela Giuffrida, neo-presidente

Eletta Presidente dell’associazione Tangoquerido-Messina la sig.ra Angela Giuffrida.  

Ad Angela neo-presidente, e al nuovo consiglio direttivo, auguro un lungo percorso di programmi tangueri con immensi successi e soddisfazioni.

Congratulazioni! 

L.B.
     

                  

                     Angela Giuffrida

                     

                 

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L’autunno a Messina

   

   

   

    La vendemmia degli studenti

   

   

   

   

   

   

Capretta "sprudentina" si è messa in posa  sul muretto dove sottostante c’era scritto cornuto chi legge. Qualcuno infastidito ha modificato le lettere.

Cari amici: "l’autunno" a Messina non esiste! Siamo in piena stagione estiva, una piccola differenza è creata dal sole, tramonta un pò prima…

Abbraccioni per tutti!

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I bellissimi

      

Rita Hayworth

      

Rita Hayworth

Rita Hayworth 
Scritto da fielemiele    
Rita Hayworth
…splendida , elegante, in poche parole bellissima….

Di origini spagnole, la bella e bruna Margarita nasce a Brooklyn, New York, dove trascorre un’infanzia tutt’altro che felice. Suo padre infatti, il celebre ballerino Eduardo Cansino, la strappa da subito ai giochi per insegnarle il flamenco e non appena sua figlia compie dodici anni la porta con sé in tournée.

Notata da un talent-scout della 20th Century Fox, la giovane ragazza lavora in una serie di film di poco conto, fin quando nel 1935 il produttore Harry Cohn resta accecato dalla sua bellezza e le procura un vantaggioso contratto con la Columbia.

Trasformata da bruna in rossa e messo in risalto il suo fascino latino con del trucco e dei vestiti azzeccati, Rita Hayworth (lo pseudonimo impostole dallo studio) viene impiegata in una serie di film di successo, dalla commedia – come il celebre Bionda fragola (The Strawberry Blonde, 1941) – al dramma sentimentale – amoreggia splendidamente con Tyrone Power in Sangue e arena (Blood and Sand, 1941) – fino al musical – come Non sei mai stata così bella (You Were Never Lovelier, 1942), accanto a Fred Astaire, e Fascino (Cover Girl, 1944) -.

Dopo aver intrattenuto i soldati americani al fronte durante la seconda guerra mondiale, la fiammeggiante Rita Hayworth ottiene il meritato trionfo interpretando la sensuale protagonista del film noir Gilda (Gilda, 1946) di Charles Vidor, in cui, accanto al partner (e per un periodo amante) di sempre Glenn Ford, l’attrice da il meglio della sua provocante sensualita, in numeri musicali come Put the Blame on Mame e Amado mio, ma dimostra anche intense doti drammatiche. Divenuta ormai una star, la Hayworth viene soprannominata la "Dea dell’amore" e si merita anche l’appellativo di "Atomica".

      

Tyrone Power

Al talento di famiglia Tyrone aggiungeva una straordinaria bellezza che fu, paradossalmente, il suo limite. Scritturato dal boss della Fox Zanuck Tyrone sarebbe diventato la perfetta incarnazione del divo del cinema, un semidio autentico, in un mondo inaccessibile, nulla a che vedere con gli umani. A 23 anni è già protagonista de I Lloyds di Londra. È l’inizio di una vera leggenda: l’amatissimo divo, il più grande amoroso della storia del cinema. Una volta scommise che non sarebbe passato un minuto pnma che qualcuno lo riconoscesse in strada. Era in Messico e vinse la scommessa. L’avrebbe vinta anche a Parigi, Roma o a Madrid. Uomo di alta cultura, gentile ed educato, titolare di una tecnica recitativa profonda e completa, si vide usare semplicemente per la sua presenza e per ruoli che permettevano grandi incassi ma scarsissima arte. E infatti Power non ha mai ottenuto l’Oscar, che è la vera consacrazione dell’attore completo, ee neppure una nomination. Ha coperto tutti i ruoli, alcuni dei quali fanno parte della più bella ed eterna iconografia del cinema. Per esempio Zorro, oppure il torero Gallardo in Sangue e arena, oppure il romantico Larry Darrell che cerca se stesso fra Parigi e il Tibet ne Il filo del rasoio tratto dal romanzo di Somerset Maugham. L’uomo più amato dalle donne del mondo ebbe matrimoni disastrosi. L’attrice francese Annabella, e poi con Linda Christian, lo tradirono sistematicamente, poi lo sfruttarono. Condusse una vita come se fosse davvero tutta di ultimi giorni, girando il mondo, fra un film e l’altro, pilotando il suo aereo, in cerca sempre del nuovo, proprio come Larry Darrell. Morì a Madrid, di infarto, sul set di Salomone e la regina di Saba, a soli 45 anni. Tyrone Power, più di tutti i suoi pari faceva sentire le donne segretamente amate e desiderate, e gli uomini belli, eroi e seduttori. Nel sontuoso palazzo del sogno che era quella Hollywood, nessuno come lui si trovava a proprio agio. Senza di lui il cinema davvero non sarebbe il cinema.
      

Tyrone Power

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